Marca da bollo: importante!!

C’è sempre molta confusione sulla normativa che riguarda l’applicazione annuale della ‘Marca da bollo’ da applicare sul Passaporto: alleghiamo la normativa in modo da fare chiarezza.

Moltissime volte ci vengono chieste delucidazioni circa la questione della marca da bollo sul passaporto: per quanto tempo vale? Quando scade? Devo o non devo metterla? Da settembre 2007, la marca da bollo telematica ha sostituito quella cartacea, che è stata dichiarata fuori corso. Pertanto, attualmente, sono in distribuzione presso le tabaccherie e devono essere utilizzate, esclusivamente, le marche da bollo in formato di contrassegno telematico. La concessione governativa per passaporti, in pratica la marca da bollo da € 40,29, si riferisce all’anno legale,che decorre dalla data di rilascio del passaporto. La concessione governativa, apposta nel corso dell’anno, vidimata dalle autorità di P.S. competenti al rilascio del passaporto, ovvero dal personale di polizia di frontiera, scadrà, in ogni caso, il giorno e il mese corrispondenti a quelli di scadenza del passaporto. Qualora il passaporto non venisse utilizzato, con continuità, per l’espatrio verso Paesi diversi da quelli aderenti all’Unione Europea, il contrassegno telematico potrà non essere apposto annualmente. AD ESEMPIO: Data di rilascio passaporto: 13 giugno 2008 all’emissione del passaporto, la validità della marca da bollo è fino al 12 giugno 2009, cioè esattamente un anno solare dopo l’emissione. Se viaggio dal 5 al 10 giugno 2009, sono perfettamente in regola. Se viaggio dal 10 al 15 giugno 2009, sarò in regola solo fino al 12 giugno, ma dal 13 dovrò applicare un nuovo contrassegno telematico da € 40,29. Se però viaggio per la prima volta dal 10 al 20 giugno 2010, allora dovrò apporre una marca per la validità 2009-2010 cioè per il periodo 10-12 giugno e una seconda marca per il periodo 13 giugno 2010 – 20 giugno 2010, che sarà valida per qualsiasi altro viaggio fino al 12 giugno 2011.

Per ogni altra ulteriore informazione e precisazione, si raccomanda di consultare il sito della Polizia di Stato o di rivolgersi direttamente alle Questure di competenza.

Il passaporto per entrare negli Stati Uniti d’America

Il passaporto per entrare negli Stati Uniti d’America

A partire dal 12 gennaio 2009 coloro i quali intendono recarsi negli Stati Uniti usufruendo del Visa Waiver Program, che consente di viaggiare senza il visto, dovranno richiedere un’autorizzazione al viaggio elettronica, (ESTA -Electronic System for Travel Authorization) prima di salire a bordo del mezzo di trasporto, aereo o navale, in rotta verso gli Stati Uniti.

passaporto-elettronicoPer recarsi negli Stati Uniti d’America senza necessità di visto, usufruendo del programma “Visa Waiver Program – Viaggio senza Visto”, sono validi i seguenti passaporti:

  • passaporto con microchip elettronico inserito nella copertina, unico tipo di passaporto rilasciato in Italia dal 26 ottobre 2006;
  • passaporto a lettura ottica rilasciato prima del 26 ottobre 2005 e se, qualora rinnovato dopo i 5 anni, il rinnovo è avvenuto prima di tale data;
  • passaporto con foto digitale rilasciato fra il 26 ottobre 2005 e il 26 ottobre 2006.

Per usufruire del programma “Visa Waiver Program” (Viaggio senza visto) è necessario:

  • viaggiare esclusivamente per affari e/o per turismo
  • rimanere negli Stati Uniti non più di 90 giorni
  • possedere un biglietto di ritorno.

In mancanza anche di uno dei requisiti elencati, è necessario richiedere il visto.

La mancata partenza dagli U.S.A. entro i 90 giorni, potrà compromettere la possibilità di usare nuovamente il programma.

I minori potranno beneficiare del Visa Waiver Program solo se in possesso di passaporto individuale, non essendo sufficiente né la loro iscrizione sul passaporto dei genitori, né il lasciapassare.

Nel caso in cui il minore sia iscritto nel passaporto di uno dei genitori, bisognerà richiedere il visto, qualunque sia il periodo di soggiorno negli U.S.A

Il consiglio: chiedete prima di partire presso la vostra questura!!!!

http://www.poliziadistato.it/articolo/view/1090/