In viaggio all’estero … la mancia ??

La mancia ai camerieri, l’interrogativo di ogni turista al ristorante!!
E’ capitato ad ognuno di noi, lasciando il tavolo di un ristorante straniero, di domandarsi se e quanto lasciare di mancia.Di solito questo particolare è talmente importante da comparire nelle prime pagine delle guide di qualsiasi paese.

Che sia il piacere di ricompensare il personale o, viceversa, il timore di offenderlo nel non lasciare nulla sulla tovaglia, sta di fatto che le mance esistono in moltissime nazioni anche se si registrano usanze e modalità differenti.

È quanto emerge dalla sintesi di un focus a livello internazionale realizzato da Fipe, la federazione italiana pubblici esercizi aderente a Confcommercio-Imprese per l’Italia, con la collaborazione di Adapt e Hotrec Hospitality Europe in occasione di Tuttofood, la fiera internazionale dell’alimentazione. Nell’eseguire la comparazione sono stati presi in considerazione tre indicatori principali, cioè:
– normativa e prassi in vigore
– modalità di distribuzione della mancia
– trattamento della mancia.

Si scopre così che per quanto riguarda il primo parametro (cioè la prassi da parte dei clienti), le nazioni più deregolamentate sono la Germania e la Svezia, mentre la Francia ha addirittura un importo preciso che è compreso in una forchetta fra 15 centesimi e 2,30 euro.
In Spagna vige il principio della percentuale sul conto finale proprio come negli Stati Uniti, paese in cui tale percentuale deve essere almeno pari al 15%.

Più variegata è invece la situazione nel Regno Unito dove esiste un confine molto labile fra mancia e costo del servizio e spesso l’una si configura dove non è presente l’altro.
Infine, attenzione quando si viaggia in Polonia, dove, pur non essendo obbligatoria la mancia, si rischia di passare per grandi maleducati nel caso in cui non la si lasci: l’esatto contrario di quanto può accadere in Giappone dove l’alto grado di maleducazione è determinato proprio dal lasciare la mancia. Nel paese del Sol levante, offrire un buon servizio al cliente è considerato dai camerieri un dovere, tanto che per una questione di onore non si aspettano di ricevere riconoscimenti economici aggiuntivi..

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